Dal 29 giugno al 1° luglio, nella bellissima cornice dell’“Oasi Madonna di Roca” presso la marina di Melendugno (Lecce) si è svolta la Mariapoli per le Comunità locali di Lecce, Brindisi e Taranto, con delle presenze della comunità di Bari. Eravamo all’incirca 240 persone, stabilmente presenti, a cui ogni giorni si aggiungevamo altri 30 persone circa come pendolari. La lunga ed impegnativa preparazione ci ha portati ad anteporre l’unità fra noi, soprattutto con un’attenzione alle esigenze dei giovani, rispetto al programma da proporre. Il titolo della Mariapoli “La Bellezza risplende” è stato tratto dallo scritto di Chiara “Maria fiore dell’umanità”.

L’immagine del geranio e tutto lo scritto hanno suscitato profonda partecipazione e commozione, tanto da far sperimentare, in un certo modo, che la Realtà del Paradiso è possibile! Ogni comunità ha avuto il compito di soffermarsi a riflettere sullo scritto per capire poi insieme agli altri come attuare ciò che si era compreso . Naturalmente non è mancata la fatica dell’incarnazione, in termini di difetti di comunicazione, di distanze, di pareri, di mentalità. Qui, in questa dimensione, abbiamo scoperto che l’Ideale di Bellezza a cui puntare non era qualcosa di patinato, perfetto e sempre a lieto fine ma: è bello ciò che è vero.

Su questo piano, sono state raccolte le esperienze, che vi riportiamo come allegati e come sintesi compiuta.

I momenti di riflessione in sala, ad inizio mattina, sono stati seguiti da occasioni di conoscenza, confronto, comunione, work-shop tematici, il tutto svolto all’aperto, che hanno fatto sì che ognuno potesse cogliere il senso della bellezza. I momenti serali sono stati improntati alla leggerezza, alla convivialità, attraverso balli, canti, degustazioni di prodotti tipici delle rispettive comunità, scenette comiche, il tutto improntato a far crescere lo spirito di famiglia fra tutti.

La giornata conclusiva di domenica è stata resa ancora più solenne dalla visita dell’Arcivescovo di Lecce che ci ha incoraggiato ad andare avanti e ad essere presenza attiva nella Chiesa.

Vi riportiamo alcune impressioni:

1) sono stati 3 giorni carichi di tanta “bellezza che risplende”, che abbiamo portato a casa con noi. Riscoprirla in tutto, credo dovrà essere il nostro impegno anche nelle piccole cose; 

2 )….le esperienze che ci hanno donato sono state sconvolgenti in positivo….; 

3) a me è piaciuto tutto…la grande famiglia io l’ho sentita; 

4) positivi gli incontri di gruppo, i video, band music, work-shop, omelie ma soprattutto il clima di famiglia che si respirava. Avendo conosciuto altre persone sento che la mia famiglia si è allargata e di conseguenza mi sento più abbracciata nell’unità.

TESTIMONIANZE

Maria Paola:

"Oggi ho capito che tutta l’umanità fiorisce in Maria. Maria è il Fiore dell’umanità. Ella, l’Immacolata, è il Fiore della Maculata.

L’umanità peccatrice è fiorita in Maria, la tutta bella!

E, come il fiore rosso è grato alla piantina verde con le radici e il concime che la fece fiorire, così Maria è, 

perché vi fummo noi peccatori, che costringemmo Dio a pensare a Maria.

Noi dobbiamo a lei la salvezza, ella la vita sua a noi."

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Quando ho letto per la prima volta questo scritto, non ho capito molto... Rileggendolo con gli altri ho capito che niente della nostra vita è da scartare: persino i nostri limiti, le nostre brutture, il nostro peccato possono trasformarsi nei fiori più belli, come ha fatto Maria. 

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Pierpasquale: Abbiamo sempre desiderato una famiglia numerosa. Maria Paola viene da una famiglia di

5 persone e anche io sono il secondo di tre figli. Desidero una famiglia allargata perché ho sempre goduto dei momenti vissuti tutti insieme, dei momenti di confusione, di allegria, di casa aperta ai figli e agli amici dei figli.

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Maria Paola: Fin da piccola ho sempre adorato i bimbi. Mi sembrava di riuscire ad instaurare con loro un legame speciale. Pensando al matrimonio ho sempre immaginato e sognato il momento in cui sarei diventata mamma e ho sempre desiderato più figli perché da figlia sento che uno dei doni più grandi che ho ricevuto dai miei genitori sono i miei fratelli.

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Pierpasquale: Fin dai primi giorni del matrimonio non abbiamo posto ostacoli ad una possibile gravidanza, che col passare del tempo non è arrivata.

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Maria Paola: sono arrivati invece i primi controlli per cercare di capire se ci fossero dei problemi e una data che non dimenticheremo più. Il 6 dicembre 2014 abbiamo avuto l'esito di un esame che ci diceva con forza che quella gravidanza tanto attesa non sarebbe mai arrivata. Quel 6 dicembre ero coinvolta nella presentazione di un libro di un collega psichiatra. Ricordo come se fosse ieri ogni passo di quel pomeriggio: il passaggio dal parrucchiere, il vestirsi con cura, poi da mamma e papà, le lacrime gli abbracci e poi tutti pronti per la presentazione. Infine il ritorno in auto con la mamma di Pierpasquale. Lei non trovava le parole, si passava da “eh già” a “eh che dobbiamo fare?” Non so come, ma a me sono uscite delle parole che da allora mi hanno sempre accompagnata. Le ho detto che andava bene così che avrei chiesto a Dio un solo miracolo: non quello di una gravidanza, ma che io e Pierpasquale potessimo avere, nonostante questa profonda ferita, il dono della felicità. 

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Pierpasquale: In quei momenti di sconforto e grande sofferenza, abbiamo pianto insieme, ci siamo abbracciati; giorno dopo giorno abbiamo dato voce a tutto quello che sentivamo di aver perduto l'idea di figli che somigliassero a noi, la possibilità di portarli in grembo, di vederli nascere, di tenerli, minuscoli tra le nostre braccia, di addormentarli cantando loro una ninna nanna....

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Pierpasquale: In quei giorni, tuttavia, ho imparato che non è importante nella nostra vita quello che facciamo, e i sogni che riusciamo a realizzare, ma è importante il bene che io voglio a mia moglie e il bene che mia moglie mi vuole.

Quel 6 dicembre ha reso molto più profondo e forte il nostro rapporto. 

Di fronte all'impossibilità di avere dei figli naturali ci siamo resi conto che il nostro desiderio di donare amore poteva realizzarsi in tanti modi diversi.

Abbiamo deciso di frequentare come volontari una comunità per minori di Lecce.

Lì abbiamo imparato che nessun figlio ci appartiene, che ogni bimbo ha una sua storia, dentro la quale noi possiamo solo entrare in punta di piedi, e che il compito dei genitori è quello di abbracciare i figli e

accompagnarli a diventare adulti.

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Maria Paola: abbiamo deciso di presentare domanda di adozione. Molte sono state le pratiche e i colloqui che abbiamo sostenuto. Momenti di attesa che sembravano eterni alternati a rapide accelerazioni. 

Abbiamo condiviso la nostra storia e la nostra vita con ci ha guidato in questo cammino. Ogni volta ho sentito che il nostro amore ne usciva rafforzato e che la strada che avevamo intrapreso era quella giusta per noi...

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Pierpasquale: da quel 6 dicembre sono passati 3 anni e mezzo. Oggi siamo in Colombia con le nostre tre bimbe: Diana Maria, Maria Paola e Viani Maritza!

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Maria Paola: Anche qui il gioco d'amore di Maria si ripete. I primi giorni ci dicono sono i più difficili… non è facile mettere il balsamo sulle ferite profonde che hanno le nostre bimbe, ci sono tanti momenti di gioia e tenerezza ma anche momenti in cui ce le danno di santa ragione! Ma sentiamo che il nostro posto è qui e che vogliamo esserci saldamente come Maria, a tentare di custodire e accogliere il dolore delle nostre bimbe perché anche loro, come Maria, presto possano fiorire in bellezza!!!