La giunta del comune di Mottola in provincia di Taranto ha ritenuto di accogliere la richiesta del sindaco di dedicare la piazza attigua a Via Paganini a Chiara Lubich fondatrice del Movimento dei Focolari, cito testualmente, una delle voci spiritualmente più feconde nel panorama mondiale 

per il suo impegno di primo piano sul fronte del dialogo e dell’unità tra movimenti e comunità ecclesiali all’interno della Chiesa Cattolica,tra le chiese,tra le religioni,tra persone di diverse convinzioni.

Domenica 23 ottobre alle ore 10,30 verrà scoperto il monumento intitolato a Chiara Lubich nella piazza che porta già il suo nome, ubicata nei pressi di via Paganini.

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Per l'occasione, alla cerimonia interverranno: il vescovo della diocesi di Castellaneta mons. Claudio Maniago, il sindaco dott. Luigi Pinto, una rappresentante dei “Focolari” del Centro Internazionale di Rocca di Papa, i parroci delle chiese mottolesi, le associazioni e le scuole. In merito, il dott. Pinto ha spiegato come l'aver intitolato una piazza e una stele a Chiara Lubich risponda all’intento di voler rendere tangibile il ricordo di una donna che ha dedicato la propria vita a ricercare l'unità tra i popoli e la fraternità universale. "Rendiamo omaggio – ha affermato - a una persona che, nel perseguire una esistenza orientata al bene comune, ha intuito come la fratellanza possa essere un valore da declinare anche in politica, una direzione questa che ben si concilia con una città come Mottola inclusiva e capace di vedere nelle diversità un fattore di crescita". La stele che verrà inaugurata domenica prossima con una cerimonia ecumenica è stata realizzata dall’Amministrazione comunale grazie anche alla collaborazione del consigliere arch. Cosimo De Pace. "Il monumento, - ha spiegato - frutto di una donazione, è composto da una pietra di appoggio di forma quadrata e da due monoliti in pietra calcarea di diversa altezza, di colorazione bianca, prelevati presso una cava del territorio, disposti ortogonalmente tra di loro, caratterizzati da tagli netti e lisci e che riportano sulle facciate rivolte verso la chiesa evangelica l'iscrizione dedicatoria e l'incisione del viso di Chiara Lubich. Intorno sono stati disposti degli arbusti tipici della macchia mediterranea delle nostre Gravine. Il monumento si inserisce nel contesto urbanistico e architettonico della zona senza interferire né con il luogo né con i percorsi veicolari e pedonali esistenti" Chiara Lubich, deceduta nel 2008, era nata a Trieste. Nel 1943 diede vita all’Opera di Maria, meglio conosciuta come i Focolari, quindi, fondò la Cittadella di Loppiano presso Firenze, nel 1966 il Movimento Gen rivolto ai giovani. E’ stata nelle nazioni più povere del mondo e si è impegnata a fondo per aprire nuove prospettive per il dialogo interreligioso. Nel 2015, nella cattedrale di Frascati ha avuto luogo l’Apertura solenne della Causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio, Chiara Lubich.

MONUMENTO DI CHIARA LUBICH – DALL’IDEA AL PROGETTO

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Il progetto, contributo all’Amministrazione Comunale del consigliere comunale Cosimo DE PACE - architetto-, prevede l’installazione di un’opera dedicatoria all’interno dei giardini antistanti il prospetto della Chiesa Evangelica prospiciente via  Paganini a Mottola (Ta).

“Pensare ad un monumento celebrativo alla memoria di una donna come Chiara Lubich, non è stata impresa semplice. Abbiamo scelto di ricordare e ricordare vuol dire non dimenticare – ha commentato l’architetto DE PACE – Nella consapevolezza che la parola monumento designa un oggetto intenzionalmente volto ad evocare eventi storici significativi o come nel nostro caso personaggi degni di essere ricordati e a perpetuare la memoria in una dimensione atemporale; un’opera realizzata senza finalità materiale, ma con la chiara funzione sociale di rappresentare e condividere, quando ho accettato di condividere l’idea e la volontà del Sindaco, ho inteso conoscere più adeguatamente la figura di questa grande donna di cui avevo sentito parlare ma che non conoscevo a fondo.  Leggendo molto di lei, dei suoi scritti, dei suoi interventi, delle sue iniziative, dei suoi convegni,  mi sono fatto l’idea di una donna energica, vigorosa ma allo stesso tempo umile, semplice, rispettosa, discreta, disponibile, aperta alla gente e soprattutto desiderosa di vedere realizzato il suo sogno più grande: l’unità e la fraternità dei popoli”. 

“Seguendo queste linee guida, ho scartato a priori l’idea del classico monumento, non mi sembrava appropriato, ho compreso che dovevo cercare di mantenere viva la sua figura nella memoria della gente con un manufatto semplice e discreto come era la sua persona”. 

“Per questo dopo una serie di bozzetti, la scelta è ricaduta (per una serie di motivi) sul monumento che poi abbiamo realizzato, composto da una piastra d’appoggio di forma marcatamente quadrata e da due monoliti in pietra calcarea di diversa altezza di colorazione bianca, prelevata presso una cava del territorio. Questi ultimi disposti ortogonalmente tra di loro, caratterizzati da tagli netti e lisci, riportano sulle facciate rivolte verso la Chiesa l’iscrizione dedicatoria e l’incisione del viso di Chiara Lubich, incisione che è stata realizzata non da uno scalpellino, ma da una complessa apparecchiatura a controllo numerico, che leggendo con uno scanner la sua foto, ha restituito fedelmente in tre dimensioni ed in scala reale, quelli che sono i caratteri somatici caratteristici del viso di Chiara”.

“Uno studio attento ed oculato ha riguardato inoltre l’individuazione del posto. E’ stata mia cura evitare che il monumento soffrisse di agorafobia, pertanto ho tentato di inserirlo all’interno del contesto urbanistico e architettonico del quartiere senza interferire né con il luogo, né con i percorsi veicolari e/o pedonali esistenti dandogli una connotazione propria in un luogo più raccolto. Sulla scelta dell’orientamento ha infine influito l’idea che Chiara Lubich aveva di apertura verso i popoli, per questo le due lastre sono state disposte ortogonalmente tra di loro a simboleggiare l’idea di un libro aperto o  se vogliamo di due braccia. Inoltre, sulla base di una simulazione con dei modelli in cartone circa il soleggiamento, si è giunti alla conclusione che la posizione in cui si trova adesso è esattamente quella che ci consente di osservare il volto di Chiara Lubich illuminato quando sorge il sole, creando un gioco di luci ed ombre davvero suggestivo”.

Il tutto è ornato da arbusti decorativi in crescita che rimanda alla presenza delle piante mediterranee tipiche delle nostre gravine.

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dott. Cosimo DE PACE – architetto

Discorso del vescovo

Incidere il nome su una stele, intitolare una via o una piazza servono a conservare e tramandare il ricordo di personaggi illustri, destinati, altrimenti, all’oblio.

Forti di quest’assioma, basti pensare alle opere che testimoniano l’esistenza delle grandi civiltà del passato, l’amministrazione comunale di Mottola ha intitolato un monumento a Chiara Lubich.

L’inaugurazione è avvenuta domenica 23 ottobre, nel corso di una cerimonia ecumenica, nella piazza già intitolata alla fondatrice dei “Focolari”.

Durante il suo discorso il sindaco dott. Luigi Pinto ha sottolineato come la sua Amministrazione, in presenza di nuove strade e luoghi pubblici senza una denominazione, abbia colto l’occasione per onorare la memoria di personaggi illustri locali o di universale riconoscimento.

Oltre a Chiara Lubich, sono stati selezionati, basandosi sulle segnalazioni provenienti dalla città, altri nomi come quelli del giornalista ucciso dalla mafia, Giuseppe Impastato; della donna impegnata in politica Renata Fonte, nota per le sue battaglie contro gli abusi edilizi, assassinata a Nardò; della fondatrice della congregazione delle figlie di Sant’Anna, la Beata Rosa Gattorno e ancora quelli di Teodolinda Casamassima, prima donna consigliere comunale di Mottola; di Don Tonino Bello, vescovo ricordato per il suo impegno rivolto ai più deboli e infine del mottolese dott. Pasquale Addabbo, per il suo impegno a favore dei giovani e dello sport.

In conclusione, il dott. Pinto ha posto in evidenza come la sistemazione della piazza, gli arredi e lo stesso monumento siano frutto di donazioni, a dimostrazione che ci sono cittadini i quali avvertono forte il senso di comunità, quindi, ha ringraziato i presenti e tutti quelli che hanno contribuito all’organizzazione della manifestazione.

Nel proseguimento della cerimonia, presentata e coordinata dal dott. Vito Fumarola, il vescovo di Castellaneta Monsignor Claudio Maniago, dopo aver benedetto la stele, ha detto di essere, come

religioso, grato all’amministrazione comunale di Mottola per aver voluto ricordare Chiara Lubich, una laica che vivendo secondo l’insegnamento del Vangelo, ha operato a favore dell’umanità.

Grato anche come cittadino, perché a suo giudizio, c’è bisogno di testimoni sia per realizzare la propria vita personale sia per costruire una vera città, non considerando sufficiente le buone intenzioni né la cura d’interessi personali, ma al contrario servono, gli esempi e gli ideali su cui impegnarsi e addirittura sacrificarsi.

“Chiara Lubich - ha ricordato Monsignor Maniago - ha impostato la propria vita credendo nella parola di Gesù e perseguendo così un progetto rivolto alla costruzione dell’unità dei credenti”.

Il monumento è stato realizzato su progetto dell’architetto Cosimo De Pace, consigliere comunale,il quale lo ha disegnato dopo essersi documentato sulla vita di Chiara Lubich e approfondito la sua opera.

“Seguendo queste linee guide - ha detto - ho scartato l’idea di fare il classico monumento perché non mi sembrava appropriato, ho compreso al contrario che dovevo cercare di mantenere viva la sua figura nella memoria della gente con un manufatto semplice e discreto com’era la sua persona”. Dopo una serie di bozzetti, la scelta è caduta su una scultura commemorativa composta di una pietra d’appoggio di forma quadrata e da due monoliti in pietra calcarea, disposti ortogonalmente tra di loro e caratterizzati da tagli netti e lisci che riportano, sulle facciate rivolte verso la chiesa evangelica, il nome e il volto di Chiara. Grazie a uno studio attento e oculato è risultato che la posizione in cui si trova adesso è esattamente quella che consentirà di osservare il suo volto illuminato dal sole nascente, creando un gioco di luci e ombre davvero suggestivo.

Alla cerimonia hanno partecipato i rappresentanti dei Focolari di Rocca di Papa che ne hanno illustrato la figura e le opere, di Taranto, Putignano e Acquaviva, don Sario Chiarelli, parroco della Chiesa Madre, i componenti della Giunta Comunale, l’insegnante Rita Colucci, in nome dell’associazione “Leopardi” e naturalmente la comunità mottolese.

Chiara Lubich, come ha ricordato Monsignor Maniago, credendo nel Vangelo ha impegnato tutta la sua vita a favore del dialogo interreligioso, deceduta nel 2008 era nata a Trento.

Nel 1943 diede vita all’Opera di Maria, meglio conosciuta come i Focolari, quindi, fondò la Cittadella di Loppiano presso Firenze, nel 1966 il Movimento Gen rivolto ai giovani. E’ stata nelle nazioni più povere del mondo sostenendo i più bisognosi.

Nel 2015, nella cattedrale di Frascati ha avuto luogo l’Apertura solenne della Causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio.

Addetto Stampa

dott. Cosimo Damiano TRAMONTE